Fare gli scatoloni

Fare gli scatoloni può essere un’attività utilissima, soprattutto perché è l’occasione d’oro per fare una bella puilizia e una razionalizzazione degli oggetti da tenere e di quelli di cui disfarsi. Circa un mese prima della data del trasloco è opportuno iniziare ad inscatolare le cose che non si utilizzano: libri, servizi “buoni” di piatti e bicchieri, vestiti della stagione trascorsa. Fai attenzione a separare bene e fasciare le cose fragili, che altrimenti possono essere rovinate o rompersi  durante il trasloco.
La maggior parte delle persone esegue da sé questa operazione, magari utilizzando le scatole fornite dalla ditta che si occupa del trasloco. E’ in questo modo che il trasloco diventa l’occasione per selezionare gli oggetti da trasportare e decidere quali non è più necessario conservare. Questo lavoro però deve essere incominciato molto tempo prima.

In alternativa ci si potrà affidare allo stesso traslocatore che, eseguendo l’operazione in modo professionale, impiegherà uno o due giorni. Si può scegliere anche la soluzione di compromesso di affidare alla ditta il solo imballaggio dei pezzi più fragili. In entrambi i casi il sovrapprezzo da pagare non sarà molto elevato.
Le ditte di qualità forniscono scatole nuove e quindi igienicamente sicure. Alcuni forniscono anche scatole o bauli attrezzati con barre appendiabiti. Se si ha la necessità di far transitare gli scatoloni da un box temporaneo è possibile che l’azienda fornisca un servizio di vendita di materiali adatti a inscatolare e scatole vere e proprie. Per le città di Milano, Roma, Genova e Torino – ad esempio – Easyshop selfstorage ha uno shop di articoli per imballaggio, con tutto il materiale necessario (scatole, scatoloni, pluriball, nastro adesivo, eccetera…). Un’altra idea potrebbe essere quella di rivolgersi direttamente a uno scatolificio, cioè a un’azienda che produce scatole. Con un po’ di fortuna se ne può trovare una in zona che effettua anche vendita al dettaglio, e a prezzo decente si potrebbero avere numerosi contenitori e scatole di varie dimensioni.
In ogni caso, per prima cosa è necessario procurarsi un numero adeguato di scatole, di diverse dimensioni: piccole per i libri (30x40x40 cm), medie e robuste per gli oggetti fragili (35x45x45 cm), grandi (60x40x40). Occorrono anche: quotidiani, plastica a bolle d’aria, nastro adesivo per pacchi, pennarelli.
È molto importante scrivere su ogni scatolone il contenuto, la stanza a cui è destinato (e il piano, se la casa ha più piani!) e il numero progressivo di scatole con lo stesso contenuto, ad esempio libri 1/6). Su ogni scatola va scritto a caratteri grandi e anche lateralmente, in modo che sia leggibile quando è impilata. Sulle scatole su cui è necessario apporre a grandi lettere la scritta “NON CAPOVOLGERE“, in modo che gli addetti al movimento delle scatole possano correttamente maneggiarle. Un esempio di scatolone su cui non è necessario scrivere “non capovolgere” è la scatola dei libri. Un esempio su cui sicuramente va apposta è la scatola con piatti e bicchieri, anche se il contenuto è stato imbottito a dovere. Per convenzione è anche possibile affiancare alla scritta due frecce rivolte verso l’alto (segno grafico ↑↑ ) in modo che il concetto sia chiaro anche ad eventuali traslocatori stranieri o di lingua diversa dalla nostra.
Le scatole vanno riempite nella giusta misura: non troppo, per evitare che si distruggano, e non poco, per evitare che si rovinino impilandole.
Si possono anche stampare le etichette al computer, l’importante è che le scritte siano grandi e ben leggibili. Durante la preparazione degli scatoloni è buona norma avvolgere nella plastica a bolle tutti gli oggetti fragili e separare con dei fogli di giornale le cose che rischiano di essere rigate.
Gli ultimi scatoloni conterranno le cose urgenti e indispensabili, quindi è meglio specificare il contenuto, stile “kit d’emergenza“.
È meglio portare con sé medicine, documenti e oggetti di valore. Per i medicinali inoltre occorre prestare attenzione alle modalità di conservazione e tenerli lontani dalla portata dei bambini.